LA NOSTRA STORIA · IL NOSTRO MANIFESTO
Di Jorge Aurelio Riffo
“Il mio impegno sociale non è nato da una teoria né dietro una scrivania, ma dalle realtà di cui sono stato testimone e che ho vissuto per decenni: esperienze che hanno segnato profondamente il mio modo di comprendere la disuguaglianza, la dignità umana e, soprattutto, la responsabilità di agire.”
Non è stato un progetto d'ufficio.
Non è nato da una scrivania, né è stato il risultato di una strategia istituzionale.
È nato dall'abbandono. Dalle promesse infrante e non mantenute di politici che appaiono solo in campagna elettorale, offrendo salute, istruzione e benessere... per poi sparire. È nato dalla disperazione seminata da sistemi che hanno trasformato i diritti in favori e la dignità in merce di scambio.
Da scuole chiuse, ospedali vuoti e comunità condannate all'oblio. Nasce dal dolore collettivo, dalla migrazione forzata, dalla lotta per sopravvivere in mezzo all'abbandono. Siamo stati testimoni.
Siamo stati parte di quel popolo dimenticato. Abbiamo visto come la disuguaglianza sia diventata la norma e l'indifferenza istituzionale un'abitudine. Abbiamo attraversato l'America Latina, l'America Centrale, il Messico, gli Stati Uniti.
In tutti questi territori si ripeteva lo stesso schema: promesse vuote, politiche fallimentari, esclusione strutturale. Popoli costretti a migrare, a lasciare le proprie radici, le proprie terre, la propria lingua, le proprie usanze; spinti dalla fame, dalla violenza, dalla disoccupazione, dalle dipendenze e dall'oblio. Condannati all'esilio emotivo, allo sradicamento e alla rottura familiare. Ed è stato lì che abbiamo deciso di agire.
Dall'esperienza a un metodo di lavoro
Durante oltre 35 anni di lavoro sociale e comunitario, e di partecipazione attiva nei media, ho conosciuto da vicino realtà profondamente segnate dalla disuguaglianza, dall'esclusione e dall'abbandono.
Sono stato testimone di alcune delle sue espressioni più dolorose: madri e intere famiglie di fronte all'angoscia di non poter soddisfare i bisogni primari; bambini, giovani e anziani senza un accesso adeguato alla salute o all'istruzione; e intere comunità segnate dall'abbandono istituzionale.
L'ho visto nel mio paese e anche in diversi paesi dell'America Latina. Ho compreso che la disuguaglianza non genera unicamente privazioni materiali: lascia anche profonde conseguenze emotive, familiari e sociali, indebolendo la fiducia, l'autonomia e le prospettive future.
Ma sono stato anche testimone della resilienza, della solidarietà e della capacità delle persone di ricostruire le proprie vite anche nelle circostanze più avverse.
Da queste profonde disuguaglianze e ingiustizie sociali è nato il nostro impegno verso chi ne aveva più bisogno: essere presenti, ascoltare, accompagnare e agire.
Tijuana: quando l'esperienza si è trasformata in organizzazione
È stato a Tijuana, Bassa California, Messico, di fronte a San Diego, Stati Uniti, dove tutta questa esperienza ha iniziato a consolidarsi istituzionalmente con la creazione e lo sviluppo del Consorcio Nazionale ConSalud.
In una delle frontiere più dinamiche e complesse del mondo, segnata dalla migrazione e dall'incontro permanente tra culture e profonde disuguaglianze sociali, abbiamo articolato istruzione, salute preventiva, formazione e azione comunitaria all'interno dello stesso progetto.
Tijuana non è stata l'inizio del mio impegno sociale; è stato il luogo in cui anni di esperienza, apprendimento e convinzione si sono trasformati in una struttura organizzata al servizio della comunità.
Dall'America Latina a Berlino
La necessità di proiettare questo modello e costruire ponti internazionali ci ha portato a costituire Con Salud y Educación 360 Más e.V. a Berlino, Germania.
Dal cuore dell'Europa promuoviamo alleanze di cooperazione, programmi di formazione, certificazione e sviluppo umano per trasferire risorse, metodologie e impatto diretto alle comunità che ne hanno più bisogno.
Perché 360?
Perché la salute e l'istruzione non possono essere intese in modo isolato o frammentato. Un approccio 360 comprende la persona in tutte le sue dimensioni: salute fisica, salute emotiva e preventiva, formazione continua, sviluppo comunitario, diritti umani e integrazione sociale.
Uno sguardo integrato che abbraccia le famiglie e trasforma i contesti in modo duraturo e sostenibile.
Il nostro manifesto
- Dove altri sono fuggiti, noi siamo rimasti.
- Dove c'era silenzio, abbiamo portato ascolto.
- Dove c'era abbandono, abbiamo offerto dignità attiva.
- Dove le istituzioni non sono arrivate, noi eravamo presenti.
Siamo stati risposta. Siamo stati azione sociale. Siamo stati sostegno emotivo, accompagnamento comunitario e presenza umana autentica.
Siamo stati istruzione, salute, supporto psicologico, formazione per insegnanti, sostegno a bambini, migranti e fasce vulnerabili.
Perché non siamo nati per promettere: siamo nati per agire.
Con impegno, con consapevolezza, con etica.
Con la salute, con l'istruzione, con la dignità.
Con il popolo, tutto. Senza il popolo, niente.








Ciò che è iniziato come impegno continua come responsabilità
L'esperienza accumulata ci ha insegnato che la vera trasformazione richiede costanza, rigore tecnico e un profondo rispetto per l'identità e la dignità di ciascuna comunità.
Non concepiamo l'assistenza come un atto passivo, bensì come uno strumento di emancipazione, formazione e autonomia collettiva.
Unisciti alla nostra storia
Ti invitiamo a camminare al nostro fianco. Perché non vogliamo più generazioni condannate all'abbandono.
Vogliamo una salute che abbracci, un'istruzione che risvegli, un benessere che non escluda. Vogliamo più dignità per ogni comunità dimenticata.
Insieme possiamo farcela. Con più istruzione, più salute, più giustizia sociale e più umanità, costruiamo il paese che i nostri figli meritano.
Unisciti a noi. Non è carità: è giustizia.
“Una storia iniziata al fianco delle comunità e che oggi continua a costruire ponti da Berlino verso il mondo.”
